volontariato, Associazione Seneca, il Tempo per Sé

Storie di volontariato – Voglio ricordarla con un sorriso

Abbiamo ricevuto questa sincera e  toccante  esperienza di volontariato di Benedetta Marsiletti che vogliamo condividere con voi. Erano i primi di novembre del 2016 quando l’Associazione Seneca mi ha comunicato che sarei stata la volontaria della signora Liliana. Si trattava della mia prima esperienza di volontariato con le persone anziane e non sapevo davvero cosa…

mite, mitezza, leoni da tastiera, Norberto Bobbio

Il mite non si lascia bruciare dal fuoco

“ Il mite non apre mai il fuoco, ma quando lo fanno gli arroganti, lo sa attraversare” (Norberto Bobbio). Questa frase ci ha colpito molto. Parlare di mitezza in un periodo segnato da arroganza, presunzione, egocentrismo ci è sembrato un gesto coraggioso, controcorrente. Il mite è disponibile alla comprensione Proviamo a riflettere insieme: chi rappresenta per…

Banca d'Italia, giovani, povertà, concentrazione ricchezza, precarietà, globalizzazione

I giovani sono a rischio povertà secondo Banca d’Italia

Banca d’Italia, nell’indagine appena pubblicata sui bilanci delle famiglie italiane, fotografa una leggera ripresa dei redditi tra il 2016 e il 2014 (+3,5%). Ripresa trainata soprattutto dal lavoro dipendente e dai pensionati; fin qui tutto bene, tranne che il divario con i livelli pre-crisi (2006), è ancora molto elevato: -11%.

In estrema sintesi, il rapporto di Banca d’Italia rileva che:

  • aumentano la concentrazione di ricchezza e il rischio povertà
  • crescono le disuguaglianze nella distribuzione dei redditi
  • le famiglie riducono i debiti
  • la ricchezza delle famiglie diminuisce

Globalizzazione e concentrazione di ricchezza

Se vi ricordate quello che abbiamo riportato nell’articolo su Pepe Mujica riguardo alla globalizzazione, vi ricorderete che l’ex presidente venezuelano non è contrario al fenomeno della globalizzazione in sé, ma a quello di cui è principalmente responsabile: una spaventosa concentrazione di ricchezza.

Questa situazione è quella che rileva anche Banca d’Italia, sfumandola in toni poco drammatici e senza indicare la globalizzazione come la causa principale.

Banca d’Italia – crescono le disuguaglianze 

Secondo l’indagine di Banca d’Italia la disuguaglianza nella distribuzione dei redditi è tornata in prossimità dei livelli osservati alla fine degli anni novanta.

Il livello di disuguaglianza, misurato dall’indice di Ghini (misura la diseguaglianza di una distribuzione), è cresciuto di un punto e mezzo tra il 2006 e il 2016.

Se volete ragionare in termini di ricchezze, il 5% delle famiglie più ricche detiene il 40% della ricchezza complessiva con un patrimonio pari a 1,3 milioni di euro, mentre il 30% delle famiglie più povere detiene appena l’1% della ricchezza nazionale, pari a circa 6.500 euro.

Aumenta il rischio povertà

Aumenta il numero degli individui a rischio povertà, salito al 23%*. Nell’ultimo rapporto il rischio di povertà è fissato a circa 830 euro mensili.

Sono i giovani la categoria più penalizzata; il rischio è del 29% fino ai 35 anni, del 30% nella fascia tra 35-45 anni, soprattutto residenti al sud. Il nord del paese non è immune dal fenomeno; il rischio di povertà è aumentato dall’8,3% al 15%.

Per età, l’unica categoria in cui il rischio di povertà diminuisce sono gli over 65 (il rischio diminuisce dal 20 % al 15,7%) e per condizione professionale sono i pensionati (si riduce dal 19 al 16,6%).

Le famiglie riducono i debiti

La quota di famiglie indebitate si sta riducendo; è al 21 per cento, mentre era al 23% nel 2014.

Il valore del rapporto tra l’ammontare complessivo dei debiti familiari e il reddito, è sceso al 63 per cento nel 2016, mentre era all’ 80% nel 2012. Purtroppo è ancora elevato rispetto a quello registrato nel 2006 %, pari al 45%.

La ricchezza delle famiglie diminuisce

Tra il 2014 e il 2016 la ricchezza netta media è diminuita del 5 per cento continuando un trend iniziato nel 2006. Come in passato, il calo è stato determinato dall’andamento delle attività reali, che ha riflesso prevalentemente la riduzione del valore degli immobili.

Questa flessione, nel corso del decennio compreso tra il 2006 e il 2016, ha interessato tutte le famiglie, in maniera indipendente dall’età o dalla condizione professionale.

Possiamo dire che la crisi ha colpito duro le famiglie nel periodo compreso tra il 2006 e il 2014. Poi assistiamo a un lieve miglioramento dettato da una lieve ripresa nei redditi della famiglie tra il 2014 e il 2016, trainato soprattutto dal lavoro dipendente e dai pensionati.

E la politica dov’è?

Bella e inutile domanda.

Accanto a questa lieve ripresa non va trascurato purtroppo l’aumento del rischio povertà soprattutto tra i giovani residenti al sud, ma ben diffusa anche in altre fasce di età fino agli over 65 anni, nei quali diminuisce. Il rischio povertà è diffuso trasversalmente ed è sicuramente tra i maggiori responsabili di un senso di insicurezza che si sta diffondendo nella nostra società.

volontariato per anziani, volontariato, Associazione Seneca, Il Tempo per Sé

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